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Seestar S50 Pro: il telescopio smart più atteso per l’astrofotografia
Seestar S50 Pro: il telescopio smart più atteso per l’astrofotografia
Il Seestar S50 Pro potrebbe essere uno dei prodotti astronomici più attesi tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Dopo il successo del Seestar S50, il telescopio smart che ha reso l’astrofotografia deep-sky accessibile anche a chi non voleva affrontare montature equatoriali, camere astronomiche, autoguida e computer dedicati, l’attenzione degli appassionati si è inevitabilmente spostata sulla sua evoluzione.
E questa volta non si parla più soltanto di fantasie nate sui forum.
Nel corso del NEAF 2026, secondo diverse testimonianze raccolte dalla comunità astronomica, ZWO ha confermato che un Seestar S50 Pro è in sviluppo e che il progetto dovrebbe arrivare sul mercato tra la parte finale del 2026 e l’inizio del 2027. Alcune fonti riportano inoltre l’esistenza di prototipi già in fase di test.
Non esiste però, al momento, una scheda tecnica definitiva pubblicata da Seestar. Sensore, prezzo, configurazione ottica e data di vendita esatta devono quindi essere trattati con prudenza.
Dal Seestar S50 è iniziata una piccola rivoluzione
Per capire perché l’S50 Pro susciti tanta attenzione bisogna partire dal telescopio che lo ha preceduto.
Il Seestar S50 ha condensato in un unico apparecchio telescopio, montatura motorizzata, camera astronomica, autofocus, filtri, computer e sistema di elaborazione delle immagini.
Il modello originale utilizza un rifrattore apocromatico da 50 mm, lunghezza focale di 250 mm e rapporto focale f/5, con obiettivo APO a tre elementi e vetro ED. Il sensore è il Sony IMX462, con risoluzione 1080 × 1920 pixel e campo inquadrato di circa 0,73 × 1,29 gradi. Integra inoltre filtro UV/IR-cut, filtro Duo-Band e filtro solare magnetico.
La batteria interna è da 6000 mAh, l’archiviazione è affidata a 64 GB di memoria eMMC e il peso rimane contenuto in circa 2,5 kg. Secondo ZWO l’autonomia può raggiungere circa sei ore, variando naturalmente in funzione della temperatura e delle funzioni utilizzate.
Ma il vero punto di forza dell’S50 non è mai stato soltanto l’hardware.
È stata soprattutto la semplicità.
Si posiziona il telescopio, si accende, si apre l’app, si sceglie una galassia o una nebulosa e il sistema esegue automaticamente puntamento, inseguimento e stacking delle immagini.
Quello che solo pochi anni fa avrebbe richiesto telescopio, montatura, camera, computer e una discreta esperienza di astrofotografia è diventato un processo gestibile praticamente da uno smartphone.
FITS, stacking e post-produzione: non è soltanto un “giocattolo”
Uno degli aspetti più interessanti del Seestar S50 è la possibilità di lavorare anche sui dati astronomici.
Il sistema può infatti salvare immagini in formato FITS, permettendo all’utente di procedere successivamente alla post-produzione con software astronomici dedicati. ZWO ha sempre sottolineato questa possibilità proprio per differenziare il Seestar da una semplice fotocamera automatica del cielo.
È possibile quindi utilizzare l’immagine prodotta automaticamente dal telescopio oppure partire dai dati acquisiti e svilupparli successivamente.
Ed è proprio qui che l’S50 Pro potrebbe compiere il salto più importante.

Perché nasce il Seestar S50 Pro
Nel 2026 la gamma Seestar è cambiata.
Il Seestar S30 Pro ha mostrato quale direzione ZWO potrebbe seguire per la nuova generazione: doppia camera, acquisizione 4K, sensore più grande, mosaici automatici e modalità dedicate anche alla Via Lattea e agli star trail.
Parallelamente sono aumentate le segnalazioni sulla fine della produzione dell’S50 originale.
Sterngucker, riportando quanto emerso al NEAF 2026, indica che ZWO avrebbe confermato sia la cessazione della produzione dell’S50 sia lo sviluppo del suo successore. Lo stesso resoconto parla di prototipi in test e di una possibile presentazione verso la fine del 2026.
Anche nelle discussioni di Cloudy Nights, diversi partecipanti presenti al NEAF riferiscono che ZWO avrebbe indicato il 2026 come anno dell’annuncio, con preordini potenzialmente verso dicembre e consegne successivamente nel 2027. Queste tempistiche, tuttavia, non sono ancora riportate in una pagina prodotto ufficiale e devono essere considerate indicative.
S50 Pro: cosa sappiamo davvero
Al momento possiamo dividere le informazioni in tre categorie.
Confermato o fortemente supportato
L’esistenza del progetto S50 Pro appare ormai molto più concreta di una semplice indiscrezione.
Diverse testimonianze collegate al NEAF 2026 riportano che ZWO starebbe lavorando sul nuovo modello e che prototipi sarebbero già in fase di valutazione.
Il successore dovrebbe inoltre mantenere il concetto che ha reso famoso l’S50: un telescopio smart completamente integrato, comandabile dall’app Seestar.
Molto probabile
È altamente plausibile che ZWO trasferisca sull’S50 Pro molte delle tecnologie introdotte con l’S30 Pro.
Il Seestar S30 Pro utilizza infatti una configurazione dual-camera 4K, con camera astronomica principale e seconda camera grandangolare. ZWO dichiara inoltre un sensore principale con superficie fotosensibile significativamente maggiore rispetto all’S30 e funzioni evolute per mosaico, Via Lattea, star trail e post-produzione automatica.
Un eventuale S50 Pro potrebbe combinare queste caratteristiche con l’ottica da 50 mm che ha rappresentato uno dei principali vantaggi dell’S50.
Ed è proprio questa combinazione a rendere il modello così interessante.
Il misterioso riferimento “S50P” trovato nell’app Seestar
Uno degli indizi più curiosi arriva dalla comunità di Cloudy Nights.
Alla fine del 2025 un utente ha analizzato alcuni file dell’app Android Seestar trovando riferimenti a un prodotto identificato come “S50P”.
All’interno di un file di configurazione comparivano due camere associate al dispositivo: una teleobiettivo da 2160 × 3840 pixel, lunghezza focale indicata di 250 mm e pixel da 2,9 μm, e una seconda camera grandangolare, anch’essa indicata a 2160 × 3840 pixel.
È un indizio particolarmente interessante perché la struttura ricorda quella del Seestar S30 Pro.
Ma occorre sottolineare un punto fondamentale: un file interno dell’app non costituisce una specifica tecnica ufficiale.
Potrebbe trattarsi di un dispositivo di sviluppo, di parametri provvisori o perfino di valori utilizzati temporaneamente dagli sviluppatori.
Rimane però una delle prove più concrete dell’esistenza di un S50P all’interno dell’ecosistema software Seestar.
Sony IMX585? È il sensore di cui parlano tutti
Una delle ipotesi più ricorrenti riguarda il possibile utilizzo di un sensore della famiglia Sony IMX585.
Nei forum specializzati viene indicato frequentemente come candidato naturale per il nuovo telescopio. Alcune discussioni successive al NEAF parlano esplicitamente di una configurazione che potrebbe assomigliare a un “S30 Pro con apertura da 50 mm”, con sensore di classe IMX585, seconda camera grandangolare e un nuovo schema ottico.
Ma al momento ZWO non ha pubblicato una scheda ufficiale che confermi il modello esatto del sensore.
La distinzione è importante.
Scrivere oggi che “il Seestar S50 Pro avrà sicuramente l’IMX585” sarebbe prematuro.
Scrivere invece che l’IMX585 è attualmente il candidato più discusso e plausibile rispecchia meglio le informazioni disponibili.
Perché un sensore più grande cambierebbe tutto
Il limite principale dell’S50 originale non è tanto la qualità ottica quanto la dimensione relativamente ridotta del sensore.
Con 250 mm di focale il telescopio offre un’inquadratura piuttosto stretta.
È una caratteristica positiva quando si fotografano oggetti relativamente piccoli, perché permette di avere una buona scala d’immagine, ma diventa limitante con grandi nebulose come la Nord America, il Velo, Rosetta o le regioni più estese di Orione.
Una comparativa pubblicata sul sito Seestar nel luglio 2026 evidenzia proprio questo aspetto: l’S50 offre il campo più stretto ma anche una maggiore sensazione di dettaglio rispetto alla serie S30. Per fotografare soggetti molto estesi è invece necessario ricorrere maggiormente alla modalità mosaico.
Un S50 Pro con sensore molto più grande potrebbe quindi mantenere i vantaggi dei 250 mm di focale ampliando notevolmente il campo inquadrato.
E questa potrebbe essere la vera evoluzione.
Non necessariamente più “zoom”, ma molto più cielo fotografato mantenendo un buon livello di dettaglio.
Doppia camera: una delle funzioni più attese
L’S30 Pro ha introdotto nella famiglia Seestar una configurazione dual-lens che combina camera astronomica e camera grandangolare 4K.
Se la stessa filosofia arrivasse sull’S50 Pro, il nuovo telescopio potrebbe diventare molto più versatile del predecessore.
La camera principale continuerebbe a occuparsi di galassie, nebulose, ammassi stellari, Luna e Sole, mentre la camera grandangolare potrebbe essere utilizzata per costellazioni, paesaggi notturni, Via Lattea e star trail.
Il telescopio diventerebbe quindi non soltanto un astrograph automatico per deep-sky, ma una vera camera astronomica all-in-one.
Nuovo schema ottico?
Anche l’ottica potrebbe evolversi.
L’S50 utilizza un rifrattore APO a tre elementi con vetro ED.
L’S30 Pro, invece, è passato a una configurazione APO a quattro elementi. Nella comparativa ufficiale Seestar viene spiegato che questa scelta è probabilmente collegata alla necessità di correggere meglio aberrazioni fuori asse su un campo molto più ampio.
Se l’S50 Pro adottasse davvero un sensore sensibilmente più grande, avrebbe senso introdurre anche un sistema ottico maggiormente corretto ai bordi.
Nei forum viene infatti ipotizzato un quadruplet APO, ma anche in questo caso manca ancora una conferma ufficiale.
Modalità equatoriale: il vero asso nella manica?
Uno dei cambiamenti più interessanti dell’ecosistema Seestar recente è la crescente attenzione alla modalità equatoriale.
Il sito ufficiale propone già treppiedi e teste raccomandati per l’utilizzo EQ con i modelli compatibili.
Per l’astrofotografia deep-sky questa funzione è estremamente importante.
Una montatura altazimutale è semplicissima da utilizzare, ma durante acquisizioni molto lunghe produce la cosiddetta rotazione di campo.
Utilizzando il telescopio in configurazione equatoriale, invece, è possibile inseguire il moto apparente del cielo con una geometria più adatta alle lunghe integrazioni.
Per un S50 Pro pensato realmente come strumento fotografico evoluto, una modalità EQ ben integrata potrebbe essere persino più importante di qualche megapixel aggiuntivo.
Raffreddamento del sensore: il sogno degli astrofotografi
Tra le richieste più frequenti sui forum compare anche il raffreddamento del sensore.
Le camere astronomiche dedicate utilizzano spesso sistemi termoelettrici per mantenere il sensore a temperatura controllata, riducendo rumore termico e migliorando la ripetibilità delle calibrazioni.
Un S50 Pro raffreddato rappresenterebbe però un importante aumento di complessità, consumi, peso e prezzo.
Al NEAF e nelle discussioni successive non risulta al momento alcuna conferma del raffreddamento attivo; alcuni utenti sottolineano esplicitamente che non sono emerse indicazioni né sul cooling né su eventuali funzioni di guida.
È quindi una funzione desiderata dalla comunità, non una caratteristica che possiamo considerare prevista.
Il software potrebbe essere importante quanto l’hardware
La vera forza di Seestar resta probabilmente il software.
L’S30 Pro offre già puntamento automatico, riconoscimento delle costellazioni, mosaici DSO, mosaici della Via Lattea, riduzione del rumore e Dynamic Background Extraction con pochi tocchi.
Un S50 Pro potrebbe quindi migliorare l’astrofotografia non soltanto attraverso un nuovo sensore, ma grazie a algoritmi più evoluti.
Possiamo aspettarci particolare attenzione a:
-
stacking automatico;
-
riduzione del rumore;
-
mosaici deep-sky;
-
correzione del fondo cielo;
-
gestione delle stelle;
-
pianificazione automatica delle sessioni;
-
modalità equatoriale;
-
maggiore controllo sui file FITS;
-
acquisizioni multi-sessione.
Alcune di queste funzioni sono già presenti nell’ecosistema Seestar, altre rappresentano invece una naturale evoluzione possibile.
Cosa chiede realmente la comunità
Leggendo Cloudy Nights, Stargazers Lounge e il forum ZWO emerge un messaggio abbastanza chiaro.
Gli utenti non vogliono semplicemente un S50 con un nuovo colore o qualche modifica estetica.
Vogliono un salto sostanziale.
Nelle discussioni vengono richiesti soprattutto un sensore più grande, maggiore campo inquadrato, miglior qualità ai bordi, seconda camera grandangolare, migliore gestione equatoriale e un hardware abbastanza potente da sostenere elaborazioni sempre più sofisticate.
Un utente di Stargazers Lounge sintetizza bene il sentimento generale: dopo il successo dell’S50, Seestar deve proporre qualcosa di realmente diverso e migliore, non soltanto un aggiornamento cosmetico.
S50 Pro contro S30 Pro: quale sarà la differenza?
Probabilmente questa sarà una delle domande principali al momento del lancio.
Il Seestar S30 Pro punta soprattutto su portabilità e grandissimo campo inquadrato.
L’S50 originale offre invece una maggiore apertura e un campo più ristretto, risultando particolarmente interessante quando si cercano maggiori dettagli su galassie, nebulose planetarie e soggetti di dimensioni medio-piccole. Nella comparativa ufficiale Seestar del 2026 l’S50 viene ancora indicato come il modello con la maggiore impressione di dettaglio centrale tra S50, S30 e S30 Pro.
L’S50 Pro potrebbe quindi collocarsi esattamente a metà strada tra due mondi:
la facilità e il grande campo della nuova generazione Seestar, con l’apertura e la focale che hanno reso interessante l’S50.
Ed è probabilmente questa la ragione della grande attesa.
Quanto costerà il Seestar S50 Pro?
Qui entriamo nel territorio più incerto.
Non esiste ancora un prezzo ufficiale pubblicato da Seestar.
Durante una discussione su Cloudy Nights, un partecipante presente alla presentazione ZWO del NEAF 2026 riferisce che sarebbe stata indicata una cifra attorno ai 1.000 dollari, specificando però che il prezzo avrebbe ancora potuto aumentare e collegando le tempistiche anche a problemi nella supply chain.
Sterngucker, invece, considera ancora il prezzo semplicemente sconosciuto.
La seconda formulazione è oggi la più prudente: non abbiamo ancora un prezzo ufficiale di listino.
È comunque ragionevole aspettarsi un posizionamento sensibilmente superiore al vecchio S50 e probabilmente superiore anche all’S30 Pro.
Quando uscirà?
Anche qui bisogna distinguere tra indicazioni e conferme.
Diverse testimonianze dal NEAF 2026 parlano di un annuncio entro la fine del 2026. Una ricostruzione pubblicata su Cloudy Nights ipotizza preordini verso dicembre 2026 e prime consegne nei primi mesi del 2027.
Sterngucker riporta invece una finestra più genericamente indicata come “verso fine 2026”, sottolineando possibili ritardi legati alla disponibilità dei sensori Sony.
Al 19 agosto 2026, dunque, non esiste ancora una data di lancio ufficiale pubblicata sulla pagina Seestar.
Vale la pena aspettarlo?
Per chi possiede già un Seestar S50, probabilmente sì.
Il telescopio originale rimane estremamente capace, ma un eventuale nuovo sensore, un campo più ampio, la doppia camera e un’elettronica più recente potrebbero rappresentare un aggiornamento importante.
Per chi invece vuole iniziare immediatamente, l’S30 Pro è già disponibile e rappresenta oggi la piattaforma tecnologicamente più recente della famiglia Seestar. ZWO lo commercializza come sistema dual-camera 4K con mosaici automatici, funzioni dedicate alla Via Lattea e gestione completamente automatizzata.
Aspettare l’S50 Pro significa quindi accettare un’incognita su prezzo, specifiche definitive e tempi di consegna.
Il telescopio smart che potrebbe cambiare ancora il mercato
Quando arrivò il Seestar S50, molti astrofotografi esperti lo considerarono inizialmente un prodotto destinato soprattutto ai principianti.
Poi iniziarono a comparire migliaia di immagini di M31, M42, M51, Rosetta, Velo, Luna e Sole realizzate da terrazzi, giardini e balconi.
Il risultato fu evidente: il Seestar non sostituiva un setup astronomico professionale, ma eliminava quasi completamente la barriera d’ingresso all’astrofotografia.
Lo stesso sito ufficiale continua infatti a definire l’S50 uno strumento entry-level e riconosce che la sua struttura altamente integrata non nasce per sostituire un sistema dedicato da astrofotografia avanzata.
Ed è proprio per questo che il Seestar S50 Pro è così interessante.
Se ZWO riuscisse a mantenere la filosofia “accendi, scegli l’oggetto e fotografa”, aggiungendo però un sensore molto più grande, un’ottica corretta per un campo più ampio, modalità equatoriale evoluta e l’esperienza dual-camera dell’S30 Pro, il nuovo modello potrebbe ridurre ulteriormente la distanza tra smart telescope e setup astronomico tradizionale.
Non necessariamente sostituendolo.
Ma rendendo sempre meno necessario possederne uno per ottenere immagini deep-sky di qualità.
Le possibili caratteristiche del Seestar S50 Pro
Alla luce delle informazioni disponibili oggi, il quadro più realistico è questo:
| Caratteristica | Seestar S50 | S50 Pro: situazione attuale |
|---|---|---|
| Apertura | 50 mm | probabilmente 50 mm |
| Lunghezza focale | 250 mm | 250 mm compare nei dati preliminari dell’app |
| Sensore | Sony IMX462 | sensore più grande molto probabile; IMX585 discusso ma non ufficiale |
| Risoluzione | 1080 × 1920 | riferimenti software a 2160 × 3840 |
| Seconda camera | No | molto probabile / riferimenti software presenti |
| Grandangolare | No | probabile |
| Ottica | APO triplet ED | quadruplet ipotizzato |
| Mosaico | Sì, via software | atteso in forma evoluta |
| Modalità EQ | ecosistema Seestar in evoluzione | altamente auspicabile |
| Raffreddamento | No | nessuna conferma |
| FITS | Sì | praticamente indispensabile |
| Lancio | modello precedente | indicativamente fine 2026 / inizio 2027 |
| Prezzo | fascia economica | non ufficiale; indiscrezioni intorno ai 1.000 $ |
Attenzione: la colonna relativa all’S50 Pro contiene una combinazione di indizi software, testimonianze dal NEAF e ipotesi della comunità. Non rappresenta la scheda tecnica ufficiale del prodotto.
Conclusione
Il Seestar S50 Pro non è ancora stato presentato ufficialmente con specifiche definitive, ma gli indizi disponibili nel 2026 sono ormai sufficienti per considerarlo uno dei prodotti più interessanti in arrivo nel settore degli smart telescope.
L’S50 originale ha dimostrato che l’astrofotografia può essere automatizzata senza eliminare completamente la possibilità di lavorare sui dati e sulla post-produzione.
L’S30 Pro ha mostrato il futuro della piattaforma Seestar: sensori più grandi, doppia camera, 4K, mosaici e fotografia grandangolare.
L’S50 Pro potrebbe essere il punto d’incontro tra queste due filosofie.
50 mm di apertura, maggiore dettaglio sul deep-sky e tecnologia della nuova generazione Seestar.
Se le anticipazioni verranno confermate, potrebbe diventare uno degli smart telescope più completi mai proposti nella fascia consumer e, soprattutto, uno degli strumenti capaci di avvicinare ancora più persone alla fotografia del cielo profondo.
Per ora resta una regola fondamentale:
diffidare delle schede tecniche “definitive” che stanno circolando online.
L’S50 Pro esiste come progetto e il suo arrivo è stato più volte indicato per la parte finale del 2026, ma sensore definitivo, prezzo, ottica e disponibilità commerciale attendono ancora l’annuncio ufficiale di ZWO.
Ed è proprio questa attesa a rendere il Seestar S50 Pro il telescopio smart più osservato del momento.
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