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I primi passi verso l'Acquisto di Strumenti Astronomici. Prima Parte

Autore: Antonio Chioccarelli

 

Introduzione:

Dal momento che tanti curiosi domandano spesso un consiglio su cosa acquistare per iniziare a praticare astrofotografia, di seguito una raccolta presa tra vari tutorial ed esperienza personale di alcuni suggerimenti e informazioni utili.
Premessa. Io personalmente sono sempre stato un’amante del cielo, natura, antichita’ ecc, per motivi che non elenco, non ho potuto all’epoca inseguire il sogno di proseguire gli studi dopo le medie, volevo fare scientifico e proseguire nel campo astronomia, ma questo non mi ha impedito di curiosare, leggere, studiare in modo autonomo, con tutti i limiti del caso.
La mia prima esperienza con il guardare il cielo risale agli anni 90, a Padova, iniziai a frequentare l’osservatorio e a guardare piu’ che capire, le meraviglie del cielo.
All’epoca non era come oggi, gli strumenti astronomici costavano tanto, anche quelli piccoli e usati, la fotografia era su pellicola e avevi idea di quello che fotografavi solo dopo aver fatto sviluppare la stessa, ovviamente da un buon fotografo.
Il mio primo strumento, un Newton, non ricordo le caratteristiche, ma ricordo che comprai una macchina fotografica per praticare l’astrofoto, la Yashica FX3000, che ancora conservo con cura.
Provai qualche volta, ma un po’ i risultati non erano come speravo, un po’ la vita che correva, ho lasciato l’operativita’ per un bel po’ di anni, ma senza mai abbandonare la parte teorica.
Nel 2004 mi cimentai all’acquisto di un Celestron C8 con il quale lo stesso, ho fatto poco, giusto il visuale, fino al 2014, quando finalmente ho deciso di dedicarmi appieno a questa passione, pian piano ho preso le varie attrezzature adeguate per poter iniziare a fare astrofoto in modo costante, e quindi, prima una reflex Canon 60DA, poi il Celestron C11 e il ED80, poi dalla reflex dopo 6-7 mesi passai alla CCD QHY8L che uso tutt’ora, poi la Nextimage 5 per il planetario fino a qualche mese fa quando sono passato alla Asi 224, e ancora non sono espertissimo al 100%.
Tutta questa premessa per far capire innanzitutto che per questa passione non ci vuole per forza laurea, o cose fantascientifiche, ma semplicemente la PASSIONE e basta, poi le cose avvengono pian piano, con pazienza e voglia.


Condivido una passione e mi piace parlarne, esprimo concetti e consigli sulla base di quello che ho studiato ed appreso fino ad ora con tutti i limiti del caso. Come in ogni cosa, non ci sono regole fisse e idee sbagliate, così come ogni mio pensiero è e resta soltanto un’opinione personale.

 

 

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L'Astrofotografia


Cosa serve per fare astrofotografia? L’astrofotografia si basa sul concetto fondamentale di realizzare foto di nebulose, galassie, ammassi ed ogni altra meraviglia dell’universo. Questi oggetti per la loro debole luminosità necessitano di essere fotografati quasi sempre con lunghe pose da sommare tra loro. L’unico modo per poter fotografare il cielo con pose lunghe è utilizzando una montatura equatoriale. Salto le definizioni degli strumenti, che potrete facilmente reperire ovunque nel web, e passo direttamente ai consigli pratici di acquisto.


1- La montatura equatoriale.

Per chi inizia da zero e vuole capire come non commettere passi falsi nell'acquisto della prima montatura, la strada si divide subito in un bivio: acquistare un astroinseguitore oppure una vera e propria montatura equatoriale per telescopi.


L’astroinseguitore è uno strumento leggero, compatto, in grado di reggere il peso della reflex e di un obiettivo e muoverli per contrastare il movimento della terra ed inseguire così le stelle. La sua leggerezza permette di trasportarlo con facilità in luoghi dove il cielo offre una migliore trasparenza. Il suo limite è quello di non poter reggere il peso di un telescopio. Riassumendo: con l’astroinseguitore si potrà utilizzare soltanto la reflex ed un obiettivo. Optando per un setup trasportabile e leggero si potranno realizzare immagini a campo largo e medio. Per capire meglio come è fatto e come funziona un astroinseguitore vi invito a cercare su internet lo Star Adventure della Skywatcher.


La montatura equatoriale è più ingombrante e più costosa. Non è difficile da trasportare se la si smonta, ma il suo
peso non la rende adatta ad un lungo trasporto a piedi. Grazie alle sue dimensioni però è in grado di ospitare un tubo, un telescopio, al quale si andrà ad inserire a fuoco diretto la reflex o una camera CCD. Questo setup permette di fare fotografie ad alti ingrandimenti (in base al telescopio che si acquista) ed offre una buona versatilità per i futuri cambi di strumentazione. Nulla vieta ovviamente di poter montare anche qui solo la reflex con il suo obiettivo. Diversamente da un astrofilo che acquista la prima strumentazione per fare osservazione, chi vuole praticare astrofotografia necessita di una montatura base che sia già di un certo livello. E’ necessario infatti che l’inseguimento delle stelle sia sufficientemente preciso ed affidabile così da poter ottenere degli scatti con stelle ferme.


2- Il telescopio.

Necessario nel caso in cui si sia scelto di acquistare una montatura equatoriale. I costi dei modelli base sono molto contenuti nonostante lo strumento offra un buon ingrandimento ed una luminosità sufficiente per

iniziare e ottenere buoni risultati. Un consiglio per l’acquisto è di valutare tra i modelli con focheggiatore micrometrico e non, sapendo che con il micrometrico si potrà raggiungere una messa a fuoco più precisa, un fattore importante per chi intende fotografare.


3- La reflex.

Sono rari i casi in cui un principiante decida di acquistare direttamente un CCD, cam appositamente realizzate per l’astrofotografia e dal costo elevato. Di norma si inizia utilizzando una normale reflex. Per i limiti del cielo e del resto dell’attrezzatura base e anche per contenere i costi, non sarà necessario acquistare un corpo macchina eccessivamente costoso. Nulla vieta di farlo se si ha la disponibilità, ma un corpo appena superiore ai modelli di partenza andrà più che bene per iniziare. Alcuni esempi sono la Nikon D3200, Canon 600D, Nikon 7100 e Nikon D4 (in ordine di budget). Le differenze sono misurabili nella rumorosità del sensore e nella risoluzione degli scatti, ma credetemi, un corpo macchina come quello offerto da Canon (o Nikon) intorno al costo della 600D sarà uno strumento più che efficace per permettervi di fare la necessaria esperienza iniziale. Personalmente eviterei modelli troppo entry level come la D3200 e simili.

Questa è l’attrezzatura base necessaria per iniziare, alla quale potremo aggiungere un filtro contro l’inquinamento luminoso, come l’UHC-S della Baader o tante altre valide alternative, ed un correttore di coma che corregga la distorsione delle stelle che si noteranno sulle foto ai margini del fotogramma.

Notate bene che volutamente non ho parlato di pianeti. L’imaging planetario differisce abbastanza dall’astrofotografia deep sky, quella dedicata cioè allo spazio profondo, con nebulose, ammassi e galassie. Per i pianeti del nostro sistema solare il discorso cambia leggermente. A prescindere dalla scelta del tubo, che con il consiglio di un buon rivenditore può essere indirizzata verso il deep o verso i pianeti a seconda di ciò che si desidera fare, l’imaging planetario vede l’abbandono della classica reflex a favore di cam (simili ai CCD citati prima, ma dai costi ben più abbordabili) che permetteranno di realizzare dei filmati al pianeta scelto. Avete capito bene: filmati. Per ottenere l’immagine di un pianeta è necessario raccogliere quanto più materiale possibile da sommare, fin qui nulla di nuovo. Il problema è che con i pianeti l’astrofilo deve fare i conti con un fattore assente nel deepsky: la rotazione. Per poter quindi sommare tante immagini prima che il pianeta ruotando abbia modificato il proprio aspetto, si realizzano filmati dai quali si andranno a sommare un numero selezionato di frame. Resta invariata la necessità di una montatura equatoriale e del telescopio, ma la reflex non sarà più necessaria.


Questa e’ una prima parte, poi man mano aggiorneremo livelli successivi, autoguida, elaborazione per il deep sky ed elaborazione per il planetario.

 

 

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