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Nuovo Orione

OTS Smart: Adattatore Smartphone OTS Telescope - Recensioni e Opinioni

Tratto dalla rivista Nuovo Orione : Novembre 2016

La ditta Satelliti e Multimedia Sas di San Nicola La Strada (CE) - Otticatelescopio.com
ci ha gentilmente messo a disposizione due adattatori per collegare i comuni smartphone a strumenti ottici, come binocoli, cannocchiali e telescopi. Gli smartphone sono ormai dotati di fotocamere che hanno poco da invidiare a quelle delle comuni fotocamere compatte e per parecchie foto turistiche addirittura non fanno rimpiangere neppure le reflex.

La limitazione principale che i comuni smartphone presentano rispetto alle fotocamere vere e proprie, anche alle compatte è la mancanza di uno zoom consistente, come lo sono quelli di almeno 5x ottici.

E' vero che esistono zoom estesi o teleobiettivi da applicare davanti ai "telefonini", ma i loro prezzi sono sostenuti. Invece, questi adattatori, con una cifra molto popolare, sono in grado di collegare facilmente e rapidamente gli smartphone a un binocolo, un cannocchiale o un telescopio.

 

Esempio Applicazione:

Per saperne di più clicca sulla foto

OTS Smart Rivista

QUESTI ADATTATORI SONO IN GRADO DI COLLEGARE
FACILMENTE GLI SMARTPHONE
A UN BINOCOLO, UN CANNOCCHIALE
O UN TELESCOPIO


Il sistema applicato a un telescopio.
Il peso piuma del complesso non crea
problemi con strumenti piccoli e leggeri.
E' possibile avvicinare lo smartphone
all'oculare lungo un attacco ad asola, per
una lunghezza nell'ordine del centimetro.

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UNO STRUMENTO ESSENZIALE E INGEGNOSO


Dei due adattatori ricevuti, qui consideriamo quello metallico (l'altro è realizzato essenzialmente con materie plastiche), che denota una notevole lungimiranza nell'essenzialità del suo progetto. Nella parte superiore è caratterizzato da un lamierino forgiato a forma semicircolare per adattarsi agli oculari più diffusi, ovvero quelli con barilotto da 31,8 mm.


Una vite superiore e una manopolina nera in plastica consentono di adattarlo a misure varie e di serrarlo. Vi è anche la possibilità di farlo scorrere longitudinalmente di circa un centimetro, in modo da avvicinare in modo ottimale l'obiettivo del telefonino all'oculare.
Sotto abbiamo tre pezzi di alluminio rivestito internamente in gomma per serrare gli smartphone e posizionarli correttamente in modo che il loro obiettivo sia in asse con l'oculare dello strumento al quale vengono collegati. Per la presa degli smartphone, le alette hanno una profondità di 11 mm, ma non essendoci ribattiture, è possibile serrare con sicurezza anche dispositivi un po' più spessi, fino a 13-14 mm. Dobbiamo dire di essere rimasti sorpresi, nella sua essenzialità, dall'ingegnosità del progetto, che a differenza di altri macchinosi - è caratterizzato da pochissimi elementi (e quindi con un costo-ingombro-peso contenuti) e risolve il problema di un collegamento razionale.


A questo punto, eravamo curiosi di verificare se l'intelligente progetto all'atto pratico si sarebbe rivelato efficace come indicavano le apparenze.


Valutazione Giudizio Voto (max 5 )

  • Estetica Ottimo ****
  • Rifinitura Ottimo ****
  • Meccanica Ottimo ****
  • Praticità d'uso Ottimo ****
  • Totale (max 20) 16*
     

 


Caratteristiche Tecniche:

  • Dimensioni contenitore 5x5,5x14 cm
  • Peso 80g
  • Massima larghezza della presa 94 mm
  • Minima larghezza della presa 55 mm
  • Profondità delle alette, di presa 11 mm
  • Importatore Satelliti e Multimedia SAS
  • Indirizzo LargoRotonda 19, P.co dei Cedri sc.B, San Nicola La Strada (CE) - Punto Vendita Via Cairoli 93/95
  • Sito web www.otticatelescopio.com
  • Prezzo 40,00€


Che cosa ci è piaciuto di più? L'estrema semplicità del tutto
Che cosa ci è piaciuto di meno? La mancanza di un movimento micrometrico per allineare esattamente l'obiettivo dello smartphone all'oculare


LA PROVA SUL CAMPO

Abbiamo iniziato a inserire uno smartphone nell'apposita sede e a regolarne l'altezza, in modo che il suo obiettivo fosse in corrispondenza del centro dell'attacco all'oculare. Per lo smartphone che utilizzavamo, per soddisfare questa corrispondenza si è reso necessario inclinarlo, come risulta dalla fotografia. Il sistema infatti, pur consentendo di posizionare il telefonino piuttosto vicino a un bordo con posizione verticale, in alcuni casi non arriva ad allineare esattamente gli obiettivi: ovviamente quelli situati molto a ridosso a un bordo.


La manopola di serraggio (in plastica, come le altre) si è dimostrata pratica e di facile utilizzo, mentre la gomma interna evita che la presa possa provocare dei segni sul telefonino. Abbiamo poi collegato il tutto a un oculare da 31,8 mm, per il quale la presa è stata progettata. Anche qui la manopola di serraggio assolve bene il suo scopo, grazie alla leggerezza del complesso (nel nostro caso globalmente erano 2,3 etti), che può utilmente essere collegato anche a uno strumento molto leggero, come un rifrattore altazimutale 60/700 mm.


Il diametro massimo al quale questo dispositivo può essere collegato è quello di 38 mm, mentre quello minimo sui 26 mm è meno indicativo, in quanto è sempre possibile inserire uno spessore per adeguarlo a diametri inferiori.


Una volta collegato, occorre posizionarlo esattamente, affinchè l'immagine visibile nell'oculare vada a delinearsi nello schermo dello smartphone. E questa è la manovra più delicata, nel senso che è sufficiente un piccolo disallineamento e l'immagine appare subito fuori centro o scompare del tutto. E' richiesta un po' di pazienza. Dobbiamo dire che qui abbiamo sentito la mancanza di un movimento micrometrico, che sarebbe stato utile, ma che avrebbe comportato una spesa e un peso-ingombro maggiori.


Un altro aspetto del quale bisogna tenere conto è la distanza dell'obiettivo del telefonino da quella della lente dell'occhio dell'oculare; tale distanza varia da oculare a oculare. Spostando avanti e indietro il sistema di serraggio e utilizzando anche la sede ad asola, ci è stato possibile posizionare correttamente lo smartphone utilizzato (un Samsung Galaxy 5 Advance GT-19070) per diversi oculari (Plossl, Planetary e al lantanio).


Un aspetto positivo è la mancanza di vibrazioni. Temevamo che premendo per scattare la foto, avremmo causato delle vibrazioni che avrebbero causato una perdita di nitidezza. Ma questo non si è verificato, sia perchè (perlomeno con lo smartphone utilizzato) la pressione richiesta era modesta sia perchè lo scatto si verifica un po' dopo rispetto a quando viene esercitata la pressione.


In conclusione, a chi consigliare questo accessorio? Per il prezzo basso e la diffusione degli smartphone, diremmo un po' a tutti. La sua economicità e la sua compattezza lo rendono interessante anche per chi viaggia. A questo proposito, si tenga presente che il pezzo superiore può essere tolto, in modo che la dimensione massima sia di soli 7,5 cm. Naturalmente, data la natura degli obiettivi degli smartphone e soprattutto dei software che vi sono collegati, le fotografie astronomiche fattibili sono quelle degli astri luminosi; la Luna in primo luogo. Con un apposito filtro solare, anche il Sole è un obiettivo potenzialmente facile (in questo caso occorre prestare attenzione alla luce laterale), mentre i pianeti richiedono che il telescopio attraverso il quale si riprendono ne fornisca una buona immagine.


Si ringrazia l'importatore per l'Italia, la ditta Satelliti e Multimedia di San Nicola La Strada (CE), per aver messo a disposizione l'esemplare esaminato, il cui prezzo è di 40€

 

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Oculari Luminos

Fonte: Le Stelle n.161 Dicembre 2016


PROVA STRUMENTI
OCULARI LUMINOS CELESTRON
per tuffarsi nel cielo

 

Walter Ferreri
Astronomo presso l'Osservatorio Astro fisico
di Torino, Si è occupato soprattutto di
asteroidi, comete, stelle doppie e del sistema
Plutone-Caronte, Ha dedicato molto tempo
alla divulgazione, nel cui ambito ha scritto
circa una trentina di libri.

 

Serie Completa Luminos


Abbiamo provato una nuova serie di sei oculari targati "Celestron Luminos" dalla notevole caratteristica del campo di ben 82 gradi. E' la serie di oculari più prestigiosa della Celestron, come si evince non solo dalla qualità ottica che abbiamo verificato, ma anche dalla cura con la quale sono rifiniti. Accompagna questa serie una Barlow 2,5x con diametro del barilotto da 2" ma completa anche di riduttore per il 31,8 mm. L'importatore, come sempre per la Celestron, è la Auriga (Milano).

 

Oculari Luminos


Il grande valore del campo abbracciato ci dice subito che questi oculari si rivolgono soprattutto a chi scruta gli astri del cielo profondo, ma certamente non sono da disdegnare per chi desidera osservare i corpi del sistema solare.

Una bella sensazione poter vedere completamente la Luna e il Sole anche ad ingrandimenti elevati.


Già dall'aspetto curato ed elegante delle confezioni si intuisce che si tratta di oculari di ottimo livello, destinati ad astrofili esperti o comunque desiderosi di ottiche dalle alte prestazioni. Al di là della cura, anche le dimensioni non scherzano; quello di focale più lunga - 31 mm - ha una confezione da 14x14x18 centimetri. Le scatole sovradimensionate hanno lo scopo di contenere spesse spugne di materiale plastico che garantiscono una eccellente protezione contro gli urti. Oltre al materiale spugnoso, ogni oculare è protetto da buste in plastica e tappi in gomma ad entrambe le estremità. Un sacchettino di silica-gel previene macchie dovute all'umidità. 

Dei sei oculari, tre hanno barilotto da 2", cioè 50,8 mm, e tre da 31,8 mm; i primi hanno focali di 31, 23 e 19 mm, i secondi di 15, 10 e 7 mm. Naturalmente quelli di focale maggiore sono i più grandi e pesanti, arrivando a una lunghezza di 13 cm per il 31 mm. Ma, in questo oculare non è tanto la lunghezza ad impressionare, quanto il diametro e il peso. Nella parte in gomma per la presa il diametro è di 9 cm ed il peso di 1,2 kg. Quest'ultimo valore ci dice subito che un tale oculare è riservato a strumenti di una certa dimensione e a focheggiatori robusti.

Tutti gli oculari sono caratterizzati da un corpo in alluminio, anodizzato nella parte centrale e posteriore, mentre quella anteriore, ovvero quella che si inserisce nel porta oculare, ha una piccola rientranza per rendere la presa più sicura. Questo accorgimento è particolarmente utile con gli oculari più pesanti. Oltre alla scritta "Luminos", tutti riportano un doppio logo della Celestron, il valore della focale, la scritta "Fully Multi-Coated" (ricordiamo che per convenzione internazionale questo vuol dire che tutte le superfici ottiche hanno ricevuto un trattamento antiriflessi a strati multipli) e l'indicazione del campo di 82 gradi. Infine, in corrispondenza dell'innesto nel portaoculare, in tutti vi è la scritta "China".

Naturalmente, tutti hanno la filettatura per filtri. Il costruttore afferma che il bordo delle lenti è stato annerito per aumentare il contrasto. La parte centrale scolpita in gomma, oltre che per la presa, serve ad estrarre un paraluce (in gomma), di quasi un centimetro e mezzo, per guidare la posizione dell'occhio, in modo da farlo accostare alla distanza ottimale per ogni osservatore. L'estrazione pupillare è molto comoda e varia da 12 mm per il 7 mm a 27 mm per il 31 mm. Per provarli abbiamo utilizzato diversi strumenti, ma per il test in particolare un rifrattore apocromatico di provata qualità, diaframmato in modo tale da farlo lavorare a f11.5, cioè in condizioni tali per cui l'immagine che forma - a parte i limiti dovuti alla diffrazione - si può considerare "perfetta". Poi li abbiamo inseriti in un Maksutov 127/1500 della Sky-Watcher e in un Dobson della stessa ditta. Abbiamo iniziato con il 31 mm che, applicato all'apocromatico, forniva 21 ingrandimenti. Il peso dell'oculare ha richiesto uno spostamento del tubo in avanti e un allontanamento del contrappeso.

Abbiamo per prima cosa osservato la falce lunare crescente, che occupava solo una piccola porzione del campo inquadrato. Al centro del campo l'immagine era, come prevedibile, molto nitida; la sorpresa piacevole è stato il constatare che tale immagine è rimasta molto nitida anche ai bordi estremi del campo, dimostrando come esso è realmente totalmente fruibile. Questo positivo comportamento si è ripetuto con gli altri oculari, dimostrando che il campo utile è totale per tutta la serie. Ai bordi estremi del campo divenivano percepibili delle colorazioni solo in certe posizioni dell'occhio, ma in altre esse svanivano. Con soddisfazione abbiamo constatato come l'astigmatismo, la curvatura di campo e il coma siano stati corretti in modo ineccepibile. Per verificare la distorsione abbiamo puntato una griglia nel cielo diurno verificando con sorpresa come essa fosse del tutto inavvertibile, ai bordi estremi del campo!

Questa è una caratteristica veramente notevole con un campo di 82 gradi. Qui i progettisti sono stati "spietati" con la distorsione: non l'hanno lasciata sopravvivere neppure in minima misura! Naturalmente occorre che i telescopi ai quali vengono applicati siano esenti da queste aberrazioni e, in particolare, presentino un campo piano. Le cose sono andate molto bene anche col Maksutov e col Dobson, i cui focheggiatori erano in grado di gestire anche il Luminos da 31 mm. Naturalmente (in particolare con il Dobson per il corna) con il 31 mm l'immagine non era cosi' perfetta come con l'apocromatico, ma ovviamente di questo gli oculari erano del tutto incolpevoli. Anzi, tutto sommato, l'immagine offerta ci ha meravigliato ai bordi, soprattutto con il Maksutov. Con gli oculari di focale più breve, invece, l'immagine era "perfetta" anche con il Dobson.


Per valutare le riflessioni abbiamo utilizzato sia la Luna (in fase di primo quarto) sia un brillante lampione stradale. Escludendo la componente dovuta agli obiettivi, abbiamo potuto constatare una riflessione molto modesta e talvolta del tutto inapprezzabile. Tra un oculare e l'altro è richiesta una leggera variazione di messa a fuoco, cioè gli oculari non sono parfocali, anche se da uno all'altro la variazione è contenuta.



Valutazione Giudizio Voto


Estetica Buono ****
Rifinitura Ottimo  *****
Meccanica Ottimo  ***
Ottica Ottimo ****
Praticità d'uso Buono  ****
Totale (max 25 ) 22


La filettatura per i fiitri . Si noti, ben evidente, la scritta "China".


CARATTERSTICHE TECNICHE:

  • Focale oculare: 3lmm 23mm 19m 5mm l0mm 7mm
  • Campo 82gradi
  • Numero lenti 7
  • Estrazione pupillare 27 20 20 17 12 12
  • Peso 1,2 kg 8h 5h 3,5h 3h 2,75h
  • Altezza (cm) 13 1 1,5 10 9
  • Diametro massimo - 8 7 ~ - 5,8 5,4,9 6,3
  • Aberrazione sferica (1) - ~
  • Cromatismo (2)
  • Como (3) 
  • Astigmatismo (3) 
  • Curvatura di campo (3) 
  • Distorsione (1) 
  • Riflessi (3
  • Prezzo (€)  323 297 235 154 154 154


Legenda:

  • (1) Inavvertibile.
  • (2) Visibile solo ai bordi in certe posizioni dell'occhio.
  • (3) Trascurabile.


OCULARI CELESTRON:


Che cosa ci è piaciuto di più? L'alto livello qualitativo
Che cosa ci è piaciuto di meno? Il peso di quelli con focale maggiore


Il trattamento antiriflessi è a strati multipli ed è presente su ogni superficie.


Dopo queste prove ci siamo rilassati a scrutare (con un rifrattore da 127 mm a f15 con spianatore di campo) le parti più dense della Via Lattea, apprezzando come con questi oculari sia un autentico piacere contemplare vasti campi stellari; si ha l'impressione di "essere dentro", di far parte del cielo. Anche se il cielo sotto il quale scrutavamo non era certo dei più bui, era assai gradevole ammirare campi ricchissimi di stelle e ammassi aperti e globulari, nonchè nebulose come la M 27.

Infine, la Barlow 2,5x, che ha barilotto da 2" ma che è completa di riduttore per il 31,8 mm. Ci siamo limitati ad utilizzarla con gli oculari Luminos, verificando come la sua introduzione non portasse a peggioramenti, ma, al contrario, come fosse in grado di far divergere il fascio ottico proveniente dall'obiettivo senza limitarne la qualità. E', sotto tutti i punti di vista, di qualità veramente apocromatica, come del resto è intuibile dalla sua costruzione a 4 lenti. Il prezzo è di 198 euro.

E' chiaro che questa serie molto completa di oculari è concepita per quei tipi di osservazione dove il grande campo ha un senso; sarebbe eccessivo utilizzarla solo per i pianeti o le stelle doppie. Come abbiamo già avuto modo di dire, in presenza di un grande campo, al di là del piacere di trovarsi come davanti ad uno schermo panoramico, test pratici hanno dimostrato come sia più facile apprezzare deboli nebulosità.


Ovviamente questa serie è rivolta a un pubblico di astrofili esigenti e in grado di apprezzare ottiche di elevato valore rispetto alle ottiche di qualità media.

Rimarchiamo inoltre come nella focale di 31 mm sia difficile trovare oculari con campi molto vasti; in genere oltre i 25 mm è difficile andare oltre i 50 gradi. A tutte queste qualità positive si contrappone, per chi utilizza strumenti piccoli o non particolarmente robusti, il peso del 31 mm, che per alcuni focheggiatori a cremagliera può creare problemi di tenuta in prossimità dello zenit con fuochi posteriori tipo quelli dei rifrattori.

I prezzi, invece, sono da giudicare assolutamente non alti in relazione a quanto viene offerto.


Si ringrazia l'importatore per l'Italia, la ditta Auriga di Milano (wwwauriga.it) per aver messo a disposizione gli oculari esaminati.

Seben BigBoss: Strumento in Prova - Recensione

Prove Strumenti

Nuovo ORIONE N. 261 Febbraio 2014


Telescopio Seben Big Boss 150/1400 


. di Walter Ferreri


Delle varie particolarità di questo strumento ciò che ci ha colpito di più è stato indubbiamente il prezzo: solo 229,99 euro! Il mercato italiano ci ha abituato a ritenere consona questa cifra per un rifrattore da 7 cm; per questo ci appare straordinaria per un riflettore equatoriale da 15 cm.

 

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Lo strumento


Vediamo allora se questo strumento è davvero così vantaggioso come appare, oppure se si è risparmiato su aspetti fondamentali per mantenerne il prezzo molto al di sotto di quello di mercato. Un' altro stupore lo causa la confezione. Lo strumento ci è pervenuto con un imballo pesante 14 kg ma estremamente corto: neppure 70 cm di lunghezza!
Aperta la prima confezione in cartone marrone, ne compare una seconda in cartone bianco, al cui interno troviamo i vari scompartimenti delle parti che compongono lo strumento.

Con queste vi è un opuscolo di una ventina di pagine che illustra due newtoniani da 150 mm; uno da 750 mm di focale e l'altro da 1400 mm. L'opuscolo (in inglese) è ben fatto e molto chiaro. Nelle specifiche appaiono alcuni dati inconsueti. Per esempio, il potere risolutivo ( Pr) viene indicato in 0,93", mentre in genere quasi tutti i costruttori indicano quello teorico più diffuso (che scaturisce dalla formuletta Pr = 120 I D, con il diametro D espresso in mm), che in questo caso dà come risultato 0,8". Altri, utilizzando la formula di Dawes, danno per un 150 mm il valore di 0,77".
Un'altra curiosità è che tra gli accessori vengano indicati i due flessibili per i movimenti micrometrici, il contrappeso e il ripiano porta-accessori. E invece notevole che figurino due oculari di tipo Plossl (da 25 e 6,5 mm).
Le tre gambe, in alluminio e con puntali in gomma, hanno tutte le loro viti in un'altra sede e il montaggio richiede un po' di tempo. Per questo, secondo noi, è bene tenere il treppiede già montato; riporlo ogni volta nell'imballo originale vuol dire perdere un bel po' di tempo. Questo treppiede non è particolarmente alto, al massimo eleva la base della montatura a 102 cm, ma per la posizione dell'oculare di un newtoniano va bene cosÏ. In questa posizione, al suolo viene occupato uno spazio triangolare da 109 cm di lato. Con le gambe completamente rientrale lo spazio che occupa ha lati da solo 67 cm e l'elevazione è di soli 60 cm. Le viti di blocco sono robuste e tengono le gambe nella posizione voluta senza problemi.



La montatura


La montatura equatoriale alla tedesca che equipaggia questo strumento e che il costruttore chiama ET-8, quanto a robustezza e stabilità, è una via di mezzo tra le più diffuse EQ2 ed EQ3. Ha cerchi di puntamento ridotti ma comunque utili per la ricerca di oggetti non visibili a occhio nudo. Quello di Ascensione Retta (AR) misura 76 mm di diametro e divisioni di 10 m in 10 m. Il grezzo indice non consente una lettura migliore di circa 5 mm.
Il cerchio di Dec. ha un diametro di 55 mm e divisioni di 2 in 2'. Anche qui per la lettura c'è un triangolino ricavato dalla fusione della montatura; non consente una lettura più precisa del grado.


Come in altri casi, in luogo delle manopole con flessibili per i movimenti micrometrici avremmo preferito due manopole semplici poichè la lunghezza del tubo ottico è così breve da avere la montatura sempre a portata di mano. Una caratteristica insolita che non si riscontra in strumenti dal prezzo molto superiore, è la presenza di cappucci in gomma per la protezione delle estremità degli attacchi dei flessibili. Se non si utilizza il moto orario (disponibile come optional), per il movimento micrometrico in AR si può utilizzare il comodo ingranaggio per il motore. Mentre il movimento in AR è uniforme, quello micrometrico in Dec. presenta punti di maggiore resistenza. Una cosa che abbiamo apprezzato moltissimo è la presenza di una barra a coda di rondine, che si può aggiungere alla montatura. Gli anelli forniti per collegare il tubo non richiedono questa barra, ma essa può sempre tornare utile per altre ottiche che necessitano di questo attacco ormai universale.

 


Il tubo ottico


Il tubo ottico ha un diametro di 18 cm e una lunghezza di soli 52 cm. Questo grazie al fatto che lo specchio primario ha un rapporto di apertura di circa f/3,5; arriva a quello finale di f/9,3 grazie a un doppietto negativo posizionato nel tubo di messa a fuoco che allunga la focale originaria di quasi tre volte. Così, l'immagine che si forma sul piano focale scaturisce da una focale di 1400 mm.

Come abbiamo già accennato, il collegamento alla montatura si ha tramite due anelli che consentono sia lo scorrimento sia la rotazione del tubo, in modo da averlo sempre bilanciato e nella posizione più comoda per l'osservazione.
Il fuocheggiatore, per il 31,8 mm, è a pignone e cremagliera e ha una corsa di ben 73 mm; un valore notevole per un Newton. Inizialmente il movimento era alquanto duro ma, svitando un po' le quattro viti corrispondenti, lo si è potuto ammorbidire. E rimasta invece un po' di disuniformità, nel senso che a tratti il movimento è più dolce, in altri meno. Non vi sono viti di blocco, nè filettature esterne per attacchi fotografici.
Grazie al doppietto interno che moltiplica la focale originaria, piccole escursioni nella messa a fuoco sono sufficienti per passare da oggetti vicini all'infinito e di conseguenza di poter avere una corretta focalizzazione con diversi apparati (un po' come per gli Schimdt-Cassegrain in cui si sposta lo specchio primario).

Vedi le foto del Prodotto

 

Per questo motivo, con l'oculare in dotazione da 25 mm è possibile mettere a fuoco fino a una distanza minima di 6-7 metri!
Il cercatore è un 6x30 con tre viti di regolazione e (cosa ottima) una di blocco. Nel vasto campo da 7, i due fili a croce sono ben visibili. Peccato che la sua qualità ottica non sia alta, ma al livello dei diffusi cromatici 5x24.
Nella parte anteriore spicca la crociera a tre razze, ognuna dallo spessore di 3,5 mm, mentre la cella del secondario ha un diametro di 38 mm. Questo comporta un fattore di otturazione di 0,25: un valore ottimo in relazione alle caratteristiche dello strumento. L'annerimento interno è adeguato e lo specchio primario appare "perfetto".


Lo star test


Eseguendo le prove in un periodo già alquanto freddo, abbiamo innanzi tutto portato lo strumento all'esterno un'oretta prima. In seguito abbiamo verificato la collimazione, che è risultata scorretta. Più esattamente, lo specchio secondario era posizionato troppo all'interno e leggermente ruotato.
Sistemata la collimazione, siamo passati a esaminare un'immagine stellare per lo star test. Al fuoco, un'immagine stellare era mostrata con brillanti anelli interrotti in agitazione, benchè la serata fosse piuttosto calma. Lo spazio tra il disco centrale e gli anelli non era particolarmente scuro. In intra ed extra focale, lo star test altresi' ha rivelato un'immagine abbastanza regolare, che poi la lama di Fou cault e il reticolo di Ronchi hanno quantificato in una correzione sul piano focale fra un mezzo e un terzo di lambda: un valore accettabile in relazione al prezzo dello strumento.


Lo prova sul campo


Con l'oculare in dotazione da 25 mm (un Plossl da 40' di campo) si hanno 56x, un potere che si è rivelato più che sufficiente a vedere la falce di Venere. La bassa altezza del pianeta sull'orizzonte non consentiva però di sfruttare utilmente i 112x che questo oculare forniva con la Barlow 2x in dotazione. Inoltre, il pianeta si vedeva bordato di colori spuri per la rifrazione differenziale.
Un saggio molto più probante l'abbiamo avuto alcune ore più tardi con Giove. A 112x il grande pianeta esibiva già le sue bande principali e l'immagine era abbastanza nitida. L'uso dell'altro oculare in dotazione (un Plossl da 6,5 mm, da quasi 50 di campo) forniva 215x, un ingrandimento che si è rivelato eccessivo per Giove; per questo pianeta il potere che abbiamo trovato ottimale è stato quello di 175x, fornito da un'oculare da 8mm.

Molto probabilmente, per Saturno e Marte - pianeti che tollerano poteri maggiori - i 215x potranno essere struttati utilmente.
Come stelle doppie abbiamo esaminato dapprima la Polare; la secondaria era visibile, benchè quasi al limite della percezione. Qui il potere migliore si è rivelato quello di 112x.
Abbiamo visto con maggiore difficoltà il compagno di Rigel (112x); in effetti, questo strumento ha mostrato di non essere l'ideale nel mostrare compagni deboli prossimi a stelle brillanti, cioè in generale il suo contrasto non è risultato molto elevato. Invece, con componenti dalla brillantezza simile, non vi erano problemi: cosÏ le due stelle principali di Castore erano ben evidenti.
Con le stelle doppie, in generale, abbiamo trovato ottimo il potere di 215x e sempre eccessivi o comunque meno vantaggiosi quelli superiori. Grazie al fatto che le due stelle sono bilanciate, è stato possibile, sia pure a fatica, separare Epsilon /Irietis (separazione di 1,5" e magnitudini di 5,2 e 5,6). Comunque, se è vero che le due stelle si distinguevano, è anche vero che le loro immagini non erano particolarmente pulite.
Come oggetti deboli, abbiamo visto dapprima l'ammasso globulare M15 in Pegaso (non risolto), poi M42 in Orione (erano visibili le quattro stelle del Trapezio), infine l'ammasso aperto M35 nei Gemelli e la nebulosa planetaria Eskimo nei Gemelli. La loro visione è stata in linea con le aspettative di un'apertura da 15 cm e con una notte la cui limpidezza consentiva di percepire a occhio nudo stelle fino alla magnitudine 4,5.
L'oculare da 6,5 mm ha dimostrato di possedere valide caratteristiche; l'immagine è ben corretta è risultata di qualità modesta. Lo stesso dicasi per il sistema raddrizzante a lenti.
Durante le osservazioni, in alcune posizioni, la vite di blocco/sblocco in AR interferisce con la rotella zigrinata per il moto orario. Poi occorre dire che il movimento micrometrico in declinazione ha un cospicuo backlash. Inoltre, abbiamo trovato alle volte difficile mettere a fuoco, in quanto questo cambia parecchio a una piccola rotazione della manopola. Qui l'ideale sarebbe avere anche una focalizzazione micrometrica, che ovviamente però è incompatibile con questa categoria di prezzo. Durante le osservazioni, di tanto in tanto si rendeva necessario ruotare il tubo per rendere più comoda la posizione dell'oculare: operazione, questa, agevole grazie al peso e alle dimensioni contenute del tubo ottico.


Regge il confronto!


In conclusione, dobbiamo riconoscere che, dato il prezzo, ci aspettavamo una resa ottica inferiore. Al contrario, sugli oggetti deboli questo strumento ha dimostrato di poter reggere il confronto con altri più costosi.
In effetti i risparmi effettuati sono più su parti secondarie che non su quelle fondamentali, che sono l'ottica principale e la montatura. Quest'ultima, per la quale è disponibile come optional un moto orario elettrico, si è dimostrata all'altezza del suo compito. Di scarso valore abbiamo trovato la qualità ottica del cercatore, dell'erettore e della Barlow. Poi consiglieremmo al costruttore di modificare leggermente il galletto per il blocco dell'AR.
Nonostante questi dettagli, lo strumento presenta un rapporto prestazioni/prezzo favorevole e difficilmente riscontrabile in altri telescopi commercializzati in Italia. Un eccellente eniry level!
Si ringrazia l'importatore Satelliti e Multimedia Sas ( OtticaTelescopio.com ) di San Nicola La Strada CE (via Cairoli 93/95) per aver fornito l'esemplare esaminato, il cui prezzo non arriva a 230 euro!

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Dimensioni imballo 32x45x68_cm
  • Diametro utile 150 mm
  • Lunghezza focale dichiarata 1400 mm
  • Fattore di otturazione 0,25
  • Potere risolutivo a 560 nm 0,8
  • Potere risolutivo (secondaria di 3 mag. pi˘ _debole) 2,0"
  • Magnitudine limite visuale 12,3
  • Ingrandimento max utile per l'osservazione planetaria 175x
  • Peso (strumento operativo) 10 kg


TELESCOPIO SEBEN BIG BOSS


Che cosa ci è piaciuto di più: Il prezzo!
Che cosa ci è piaciuto di meno: Il modesto contrasto delle immagini


I prodotti astronomici on line di Satelliti e Multimedia ( Otticatelescopio.com )


A colloquio con Stefano Letizia, responsabile delle vendite del sito www.otticateIescopio.com, che offre strumenti a prezzi concorrenziali

. di Walter Ferreri


Leggi Tutto! I Prodotti Astronomici di OtticaTelescopio.com da Nuovo Orione n.254 Luglio 2013

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